gennaio 21, 2012

La protesta non da onore e merito ai lavoratori siciliani. La Sicilia piegata dallo sciopero degli autotrasportatori è in ginocchio,scarseggiano i viveri e vengono al pettine nodi irrisolti da mezzo secolo. Il malcontento monta sempre di più, la miccia rischia di esplodere.. La protesta promossa dal movimento ‘Forza d’urto’, del quale fanno parte, tra gli altri, l’Aias e il Movimento dei Forconi, contro le politiche del governo nazionale in materia di accise sui carburanti per il trasporto e sulla mancanza di aiuti all’agricoltura. Certo è che la protesta di agricoltori del movimento dei Forconi, pescatori, camionisti, il movimento politico Forza D’Urto, ha già avuto un primo effetto: paralizzare tutti i comparti produttivi della Sicilia, fermare il rifornimento di benzina causando la chiusura di tutte le pompe, rendere difficile il rifornimento dei supermercati dove le scorte stanno quasi per finire. Le prime stime dei danni arrivano da Confindustria Palermo: dalla manifattura alla chimica, dal legno all’agroalimentare, dalla meccanica al tessile fino ai servizi, si registra un calo della produzione del 70% e una flessione sensibile intorno al 30% è segnalata dalle industrie del settore turistico. Sempre più imprese stanno comunicando le procedure di cassa integrazione per il proprio personale. A questo punto viene spontaneo chiedersi: tale protesta fa onore e merito ai lavoratori siciliani, quando il danno di tale protesta lo subisce soltanto la gente comune che purtroppo vive in questa desolata isola? La protesta è legittima nelle motivazioni, ma non andava e non va fatta a danno dei cittadini, ma rivolta (con altri mezzi di contestazione) unicamente contro chi ci governa nei palazzi del potere dorato di Roma e di Palermo.
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Pubblicato da Barcellona Pozzo di Gotto