Caro Presidente il posto fisso non è monotonia!…

febbraio 10, 2012

A che futuro va incontro un Paese che non riesce ad assicurare un futuro ai suoi ragazzi? Io vedo ancora un forte allontanamento dalla realtà da parte di chi dovrebbe occuparsi di fare le riforme che servono ai giovani.

In Mario Monti si denota una scarsa comprensione dell’esperienza quotidiana di vita dei giovani, soprattutto quelli precari. La monotonia non deriva dal lavorare in modo stabile e continuativo, ma nel non poter scegliere che lavoro fare. Servono regole moderne, ma non priviamo i giovani di certezze! Il  leggendario humor inglese di Mario Monti questa volta è risultato piuttosto fuori luogo! anche perché la battuta segue di poche ore la pubblicazione dei dati Istat sulla disoccupazione nel nostro Paese ed a guardare le cifre c’è davvero poco da scherzare.  In pratica, 1 su 3 non ha mai lavorato o se lo ha fatto è già di nuovo a casa, mentre in 4 milioni hanno smesso sia di studiare che di cercarsi un’occupazione. Secondo i dati Istat 8 ragazzi su 10 hanno perso il lavoro nel 2011 e vivono in famiglia, ma è evidente che la capacità dei genitori di surrogare a un sistema di welfare che non esiste non può durare in eterno. L’Istat dice anche che 4 milioni di giovani, non studiano né lavorano. Quale sarà la conseguenza?

E’ “monotona” l’idea di aspirare a un lavoro fisso? Per non continuare, anche a 30-40 anni, a gravare sulla propria famiglia d’origine? Assolutamente no. E non lo è anche alla luce del fatto, che molti giovani che non possono contare su questa rete protettiva di ultima istanza rappresentata in Italia dalla famiglia, diventano i cosiddetti “nuovi poveri”. Sono aumentati in modo esponenziale i ragazzi ospiti del dormitorio pubblico, ci sono finiti da precari senza una famiglia alle spalle. Si perde il lavoro, non si hanno indennità di disoccupazione e ci si ritrova senza  soldi per pagare l’affitto. Cosa succederà, quando anche nelle famiglie che invece i figli li aiutano finiranno i soldi? Niente mutuo se sei precario, niente finanziamento per un’auto senza la garanzia dei genitori, nessuna considerazione finché non trovi un posto a tempo indeterminato. Per non parlare di quanto sia poco stimolante accedere a un mutuo per l’acquisto di una casa, senza dover trascinare i propri genitori in banca a far da garanti con le loro pensioni. E noia vedersi accreditare lo stipendio puntualmente ogni fine mese? Ricevere la tredicesima e magari anche la quattordicesima, poter rimanere a casa ogni volta che si è ammalati?

 I nostri giovani hanno il diritto e il dovere di chiedere a nostri politici, di non essere privati ad un futuro migliore! Io se fossi un giovane disoccupato, gradirei davvero sentirmi un po’ monotono, con una retribuzione fissa e dignitosa e con una continuità lavorativa che mi permetta di programmare serenamente il mio futuro! Caro Presidente, più che pensare alla monotonia di un posto fisso sempre lo stesso e sempre uguale, preoccupiamoci invece dell’insostenibilità di un lavoro instabile, sempre precario e sempre incerto. Talmente discontinuo da risultare monotono. A differenza dei politici che nel tempo non sono riusciti a incrementare il lavoro per i nostri giovani, come tecnico signor Presidente, si impegni veramente affinché i nostri giovani possano sperare in un futuro più dignitoso.

 


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