La Sicilia: una terra flagellata non per volere divino ma per colpa dell’egoismo e della scelleratezza umana che nella nostra terra, impera incontrastata su tutto. I fatti e le verità sono manipolati per nascondere l’inferno! I mali del nostro territorio, ci svuotano dentro come il perpetuarsi ancora, della servitù e del feudo, dell’incertezza del diritto e dell’impunità costante. Un potere il nostro, che è indifferente al bene comune.
La nostra è una regione considerata di serie “B”: offesa e umiliata non solo per tacito consenso di Berlusconi, di Bossi o di Tremonti, oppure per colpa degli Italiani delle altre Regioni, ma la colpa esclusiva delle responsabilità è da attribuire soltanto ai nostri uomini politici, locali e regionali. Un accumulo di fallimenti e d’inganni. Dove la classe politica, ha fatto e fa il bello e il cattivo tempo tirando le fila del potere e condannando questa terra nell’arretratezza. Qui da noi, la politica dei sussidi, ha rafforzato la cultura del servilismo e della rassegnazione. Il dissesto idrogeologico di un’intera isola che, ultimamente ha procurato la morte di 31 persone e ha rovinato l’esistenza di tante famiglie che gridano: che sia fatta giustizia. Nella nostra terra l‘erosione, la desertificazione, non nasce da oggi, ma da decenni di violenza e di abbandono nella manutenzione, nella cura e nella non vigilanza adeguata del nostro territorio montano e marino. Da noi, i fondi e i finanziamenti, sono arrivati a pioggia, ma sono sempre stati sperperati in maniera negativa. Una gran quantità di denaro pubblico è arrivato nel tempo nelle casse della nostra regione che invece di produrre opere nuove e necessarie spesso si sono tradotte in studi, consulenze, progetti e qualche volta le opere non sono state neanche realizzate. Di fronte ai nostri occhi si presenta un disastro urbano: di cementificazione selvaggia e triste così pure la visione di montagne, spiagge, torrenti e saie. Da noi i lavori pubblici spesso sono stati realizzati utilizzando materiale scadente e durante l’esecuzione dei lavori o nella consegna delle opere, spesso non è stato eseguito il dovuto controllo dell’opera da parte delle autorità preposte a tale compito. Si osservino: le strade, le fognature e i ponti in quali condizioni si trovano, quando vi è una pioggia che supera il limite della normalità. Le discariche abusive e gli incendi si moltiplicano spesso per mancanza di controlli adeguati e pene certe e pesanti che possano servire da deterrente, contro di chi esercita tali atti delinquenziali per trarne una personale utilità economica. Un territorio il nostro dove tutto lo sporco e i veleni, finiscono nel mare e in montagna in dispregio della natura e della nostra salute.
Una Regione assente la nostra che ancora oggi, ci fa mancare e non ci assicura neanche i servizi primari come i trasporti, gli ospedali, la sicurezza del territorio e le scuole sicure ecc. ecc. Nella nostra terra di Sicilia invece, i tagli sono fatti sempre soltanto sui servizi da rendere ai cittadini e non per diminuire i tanti privilegi e sprechi dei nostri burocrati siciliani che si abbuffano a piene mani il loro portafoglio. Nel nostro pensiero di comuni cittadini predomina da parecchio tempo nell’animo, la rassegnazione e la tolleranza a tutto. La nostra terra è offesa e umiliata, perché la nostra classe istituzionale ha mandato in rovina per decenni un tesoro di ricchezze naturali ed artistiche che potevano fare la differenza con le altre regioni d’Italia e del mondo. Un patrimonio naturale quello della nostra isola che sicuramente, avrebbe reso ricca la gente. Invece oggi, si naviga in un territorio che giornalmente deve fare i conti con una realtà drammatica dove i poteri che contano tra arroganza e indecenza si spartisce spesso gli utili, il profitto dei beni pubblici, con una perenne corsa verso il denaro e dove si odono rullare soltanto i tamburi e le trombe della retorica per continuare ad illudere la gente che ci vive. Qui da noi i giornali, le televisioni locali, spesso, sono come i jukebox basta gettonarli per comprare il loro silenzio o per manipolare i fatti e le vicende della nostra realtà, quella vera che brucia in ogni siciliano onesto e che ama la propria terra. Qui da noi i poteri opposti sia di destra sia di sinistra spesso, si stringono la mano per sigillare un patto per raggirare e manipolare lo Stato e i cittadini. E’ difficile respirare aria pulita e luce di verità, perchè vige un costante sentimento di precarietà dove prevale l’ingiustizia e il privilegio. E’ esercitata una violenza che non conosce limiti e rispetto verso la dignità del prossimo, infatti, vi sono: ospedali fatiscenti, attività commerciali che chiudono, campagne sempre più deserte, ma diventa sempre più fonte quotidiana di consumi e di miseria sociale. La Sicilia forte della sua autonomia regionale, poteva fiorire e rinascere nel benessere, con una politica accorta e giudiziosa rivolta al bene comune, invece si è fatto ben poco e si è preferito tenere la gente sottomessa al volere dei potenti e dei prepotenti di turno che si abbuffano a dispetto di tutti. La Regione, le Province, i Comuni, tendono a fare soltanto cassa e non risolvono, di fatto, i problemi che affliggono i cittadini già da decenni. Qui da noi si vive sommersi e soffocati dai vecchi e dalle nuove questioni che si aggiungono e si aggravano, a dispetto di un’intera regione, ecco perchè ancora oggi, in molti, viene voglia di fuggire…