In difesa del bene comune: vadano via il Tiranno e i suoi complici!

Sempre di più sembriamo ridotti in un Paese del Terzo mondo e non solo perché aumenta la povertà, ma soprattutto perché gli atteggiamenti dei nostri politici rispecchiano modi di essere che non rispondono alla realtà e ai bisogni dei cittadini.

Il malcostume della politica, ha da tempo varcato le soglie della buona decenza: la corruzione, il nepotismo, il clientelismo, il parassitismo statalista si è consolidato saldamente nei palazzi del potere. Il potere oggi, più di prima, nella nostra classe politica non logora ma aiuta molto quelli che comandano, ad arricchirsi alla faccia del rispetto del mandato degli elettori! Proprio in questi giorni, sono state lanciate attraverso le televisioni e i giornali, le dichiarazioni di guerra di Silvio Berlusconi contro la Procura e i poliziotti. Berlusconi vuole al più presto varare una riforma della giustizia e infliggere delle punizioni esemplari contro i sobillatori del Palazzo di Giustizia di Milano. Il Premier ha lanciato il suo guanto di sfida alle toghe malandrine che vorrebbero detronizzarlo. Un’autentica dichiarazione di guerra. Berlusconi attacca a suo dire, i Pm politicizzati e proclama che sarà fatta al più presto una riforma della giustizia per fermare quelli che vogliono eliminare chi è stato democraticamente eletto. Certamente il Popolo, non ha dato la maggioranza e il potere al Premier per fare “il mandrillo” con le minorenni o con donne di facile costume! Nei fatti degli ultimi giorni, spudoratamente si sente proprio il venir meno a qualsiasi principio di etica politica e sociale. Confessiamocelo viviamo in una brutta stagione! In atto, vi è una crisi dei partiti e una mancanza di uomini capaci di trasportare il nostro paese fuori dalla decadenza economica, sociale e occupazionale nel quale siamo piombati in malo modo. Vi è nel presente una crisi della classe media, una crisi dell’etica anche sulle responsabilità pesanti che ricadono su tutta la nostra classe politica imperante. La maggior parte dei nostri politici con le loro irritanti facce d’impuniti e corrotti, di potenti e arroganti mentitori spesso sono devoti soltanto al culto della menzogna e della poltrona. Nei fatti concreti e reali il nostro Premier è indagato dalla Procura di Milano per le ipotesi di reati pesanti come quelli di “concussione” e induzione alla “prostituzione minorile”. Un fatto gravissimo perché frequentare prostitute, rende il premier ricattabile e di conseguenza mette il nostro Paese anche a rischio sicurezza. La circostanza reale e concreta è quella che il nostro presidente del Consiglio non sia più solo imputato in vari processi con l’accusa di corruzione e concussione, ma addirittura oggi è indagato con l’ipotesi di reati di prostituzione minorile, tutto ciò rende difficile pensare a qualcosa di moralmente più degradante per l’intero Paese. Un Paese che all’incirca un mese fa ha visto il nostro governo rimanere in piedi solo perché in Parlamento, alcuni onorevoli si sono venduti probabilmente al miglior offerente. Il nostro esecutivo politico e istituzionale si è impegnato solo a risolvere i problemi del Premier e non ha e non trova il tempo necessario per occuparsi della crisi economica, così pure degli altri reali problemi che sempre di più ricadono pesantemente sui cittadini. Un Paese che, con ogni probabilità, dovrà rimanere immobile ancora per mesi di fronte ad una politica imballata soltanto sulla difesa del capo del governo, che dovrebbe solo avere il buon senso soltanto di tirarsi indietro per il bene di tutti.

Per tutto questo, sarebbe opportuno che questi politici per il bene del Paese, si allontanino dallo scenario pubblico perché ogni giorno che passa, si offre al mondo intero, una cattiva immagine.  La rinascita di questa nazione, si può attuare solo attraverso l’operare dei giovani onesti e ritengo mediocri chi manda la polizia a sprangare i giovani, angosciati per il loro futuro, e le donne e i bambini che sono disperati per il loro presente. In difesa del bene comune in un paese veramente democratico su fatti concreti, va criticato chi difende le intromissioni del potere politico, sulle forze dell’ordine, sui magistrati. Ormai è giunto il momento per il bene del paese dire basta ai collusi, ai corrotti, ai prepotenti, agli incapaci, ai privilegiati. Sta sorgendo anche in questo popolo di servi, la rabbia e lo sdegno contro questa categoria di politici che si sono divorati l’intera Italia, nella loro spaventosa ingordigia. Si sono scagliati sul corpo di questa povera nazione come sciacalli mai sazi, loro più dei loro amici costruttori, loro più dei loro complici, hanno colmato il sottosuolo dell’Italia di rifiuti tossici: veleno che scorre come l’acqua che bevi, come l’aria che respiri e che ti uccide lentamente. C’è però un valore supremo al quale la politica, deve inchinarsi ed è il rispetto della “legge”. Nell’inchiesta sul caso “Ruby” non si tratta di condannare o approvare il comportamento “morale” di Silvio Berlusconi, ma di stabilire se è rispondente o meno alla “legge”. Ciò non lo autorizza a non presentarsi dinanzi ai giudici e a difendersi come fanno tutti i cittadini di questo paese e soprattutto ciò non lo autorizza a comportarsi come un perseguitato. Non è rispondente all’etica della responsabilità di un capo di stato. Un capo di stato deve avere l’equilibrio di rispettare tutti i poteri dello Stato. I giudici solo perché, fanno il loro dovere sono politicizzati.  La polizia solo perché indaga che la “libertà” di ogni cittadino (compresa quella del presidente del Consiglio) si svolga nel rispetto di quella altrui, secondo Berlusconi viola la vita privata. Bisogna che ci sia un clima di rilancio culturale e morale della politica. Naturalmente la politica è anche pratica quotidiana ed è soluzione dei problemi concreti. Ma nella politica ci devono essere spessore culturale e moralità”. Meno egoismo per raggiungere obiettivi comuni e risolvere comuni problemi è possibile anche tra chi viene da culture diverse o che ha abbracciato idee contrapposte. Quando si coopera tra persone diverse, con storie diverse, l’essenziale è capire quali sono i problemi e gli interessi comuni. Basta spogliarsi dello spirito di partigianeria e talvolta anche di qualche egoismo e meschinità. Oggi tra disagio e inquietudine dinanzi alle vicende che si vivono in questo momento nel nostro paese, i problemi pesano soltanto a carico del cittadino. Oggi per risalire dalle tenebre serve moralità e legalità sopratutto per chi ha responsabilità pubbliche. Una responsabilità che i nostri politici hanno di fronte alle famiglie e alle nuove generazioni. Ammettiamolo il contratto stipulato dal nostro Premier e dai suoi servi in campagna elettorale nei fatti: non è stato mantenuto. Berlusconi soprattutto si è avvalso della fiducia degli italiani per conquistare quel potere che gli è servito sopratutto per soddisfare i suoi vizietti ma non per risolvere i problemi della gente.

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